Le primarie servono. Il Pd lo dimostri

Le primarie servono. Il Pd lo dimostri

Tempo di congresso, di feste democratiche, di scontri/incontri tra mozioni e punti di vista diversi. Tempo di riflessioni, tempo di perplessità. Largo spazio alla partecipazione democratica, dunque. E largo spazio alle cose mai dette, a ciò che si sa ma che è meglio non dire. Quando ho iniziato a “ficcare il naso” io nelle cose del partito, dopo poco la noia ha cominciato a tormentarmi. Faticavo ad ascoltare discorsi già ascoltati, provavo fastidio nel dover accettare i compromessi e le mezze vie. Tante cose che sentivo e che non a caso condividevo mi inducevano ad allontanarmi gradualmente dal partito stesso. Annoiata. Ora, a distanza di soli due anni, oltre ad aver capito d’essere portata per tutt’altro genere di politica e dopo aver accettato qualcosa d’inaccettabile, il compromesso, so quanto invece quel periodo mi abbia permesso di fare luce e di confermare quanto credevo di sapere. Quante dichiarazioni d’intenti sventolate ai quattro venti… Le “parole solo parole” suonano sciape all’orecchio dell’intelligenza. Sarebbe meglio, in tal caso, essere tutti un po’ più scemi e molto meno critici per lasciarsi prendere in giro senza soffrirne. Non voglio dimostrarmi la solita catastrofista, come spesso vengo additata, vorrei solo spiegare perché mi sento stanca. Non voglio neanche dire (non mi permetterei mai) che il degno ruolo che colti uomini politici o emeriti intellettuali di destra o di sinistra rivestono sia un’illusione ottica. E non voglio nemmeno lontanamente pensare che i fini che coraggiosamente peseguono siano fittizzi e irrealizzabili. Allora mi sbrigo e arrivo al punto. La sinistra che vorrei e che, forse a causa dei miei 23 anni, non ho mai avuto la fortuna di conoscere, parla ad alta voce e con parole sue. La sinistra a cui alludo è composta da individui, semplici cittadini colti e preparati, impiegati statali al servizio di altri cittadini. Niente individualismo quindi. Questi signori e signore sarebbero, secondo i miei desideri, consapevoli della responsabilità che rivestono e completamente “dipendenti” dal voto che gli ha permesso di ricoprire un tale ruolo e di ricevere un tale trattamento privilegiato… (si sa di cosa parlo). In tal caso, sarebbe bene ricordare che in questo congresso dem, la mozione che democraticamente vincerà sarà una e solo una. Quando il dado sarà tratto, allora, sarà bene che gli altri candidati (correlati di mozioni) si allinino con il programma del vincitore per migliorarlo ed integrarlo. E che non provino neanche lontanamente a mettere i bastoni tra le ruote. Se così fosse, il congresso non potrebbe dichiararsi terminato. Anzi, piuttosto che di esito delle primarie saremmo costretti a parlare di congresso permenente. Il modello americano, che a Veltroni piace da matti, prevede che chi perde il congresso si metta l’anima in pace e, anzi, coadiuvi il lavoro del vincente (Illary Clinton prima avversaria di Obama, ora sua stratta collaboratrice). Inoltre, so che, per fortuna o sfortuna, non ci sarà mai nessun uomo politico coraggioso a tal punto da alzarsi in piedi e gridare: “Italiani… siete  una massa di ignoranti”. Non lo farebbe mai nessuno perché non converrebbe. Non otterrebbe nemmeno mezzo voto. In compenso, questo sfortunato sincero, avrebbe la soddisfazione di aver detto qualcosa che tutti pensano ma che nessuno ha mai avuto la faccia di dire pubblicamente. Sembra essere necessario quindi, oltre a un sincero scontro politico all’interno del Pd (limitato al periodo del congresso), un po’ di chiarezza. Non cambiare idea è sinonimo di stupidaggine, ma cambiarla troppe volte è sinonimo d’indecisione. Lavorare all’insegna della coerenza sarebbe già un bel passo avanti.  Dentro o fuori, stando attenti a non lasciarsi ingurgitare dal sistema-partito, che tende a rimpiazzare il nuovo con il vecchio e che toglie spazio alla fantasia. Mi chiedo come si possa dopo così tanto tempo non essere ancora riusciti a fare una legge sui Pacs (perdon, sui Dico) o a creare la terza linea della metro, a Roma.  In Francia i cittadini si lamentano perche la quattordicesima non corre come dovrebbe. Questo a me fa tanta paura.

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