Giornalisti in piazza

Giornalisti in piazza

Il provvedimento ha suscitato polemiche in seno alla stessa maggioranza di governo. Nonostante ciò Boris Tadic, il presidente, ha comunque firmato la legge, giustificandolo come un modo per mantenere ”la fragile coalizione di governo”. Il ministro della cultura, Nebojša Bradić ha sottolineato che essa metterà ordine nell’attuale caos dei media serbi. E, in effetti, la necessità di regolamentare il mondo dell’informazione era sostenuta dalla maggior parte dei cittadini e degli esperti. Tuttavia, con il pretesto di dover adeguare la legislatura agli standard europei, questa legge è stata approvata seguendo la procedura d’urgenza, evitando quindi la discussione e il dibattito pubblico. Nelle redazioni belgradesi si sospetta che il motivo di tanta fretta fosse quello di ”tappare la bocca” ai media disobbedienti, in vista delle prossime elezioni. La legge, infatti, è stata scritta dal pertito G17 plus, il quale, secondo i sondaggi, non gode di una buona posizione.
Le associazioni di categoria, l’Associazione dei giornalisti della Serbia (Uns) e l’Associazione indipendente dei giornalisti della Serbia (Nuns) sono le più preoccupate. Hanno organizzato proteste e hanno annunciato un appello al Tribunale per i diritti umani di Strasburgo.

Milen Vesovic, giornalista di Serbia Today, per cui segue la politica, è membro del consiglio direttivo del Nuns, ha accettato di raccontare il mondo dei media in Serbia, rispondendo ad alcune domande.

Slavica Djukic-Dejanovic, presidente del Parlamento, ha dichiarato a radio B92 che lei non crede che il governo fosse in crisi al momento. Al contrario, Boris Tadic ha sostenuto che l’approvazione della legge con decreto d’urgenza era necessaria per non frammentare la ”debole coalizione di governo”. Cosa pensa il Nuns al riguardo?
Il governo serbo è stabile per la semplice ragione che solo uno o due partiti hanno perso consenso. Questa legge è stata fatta perché sono state annunciate le elezioni. Per loro, era il momento propizio per farla. In Serbia ci sono tanti problemi. Per esempio la pubblicità non ci da tregua. Le imprese pubbliche da cui i media dipendono fortemente sono diventati i portavoce dei partiti politici e li gestiscono a diversi livelli. Solo in questo ultimo periodo, due delle cinque leggi sono state proposte da questi stessi politici-imprenditori. Ora, vedrete, cominceranno a chiederci di pubblicare la pubblicità per la campagna elettorale. Forse tutto sarebbe diverso se chi propone la legge si consultasse con i rappresentanti dei media serbi prima di fare passi azzardati.

I media serbi stanno diventando sempre più interessanti agli occhi degli investitori, anche stranieri. Essi aspettano, tuttavia, che in Serbia arrivi stabilità e garanzie per essere sicuri di ricevere un guadagno sugli investimenti. Sasa Mirkovic, uno dei fondatori di Radio B92 e dell’Associazione dei Media Elettronici Indipendenti (Anem), ha poi detto che la stabilità non arriverà mai per i giornalisti ”perché hanno subito troppi attacchi”. Quale approccio riduce significativamente una possibile influenza dei politici sul concetto editoriale di media e quali fattori spingerebbero gli investitori a correre rischi?
Il primo elemento che ne ridurrebbe l’influenza della politica sui media sarebbe quello di permettere ai giornali, radio e tv di raggiungere la gente comune più facilmente. Secondo poi, è importante prevenire la concentrazione del potere nelle mani degli editori-imprenditori. Ci sono poi l’ Ombudsman e il Commissario per l’informazione pubblica, che significativamente contribuiscono con il loro lavoro a far rispettare i diritti dei cittadini. Certo è che questo non basterebbe comunque perché ancora una volta i politici sono al potere e decidono quale giornale pagare per pubblicare la propria pubblicità o chi pubblicizzerà le loro televisioni e possedimenti.

Tornando a quello che dicevi sui politici-imprenditori, credo tu abbia letto che la competizione sleale tra stazioni pubbliche e private è una bella questione anche in Italia. Non credo, però, suoni corretto parlare di emergenza democratica, come fanno alcuni giornali. Secondo loro, l’influenza del premier Berlusconi sui media è antidemocratica e autoritaria. Insomma, la stessa cosa che dite voi a riguardo di questa legge. Pensi ci siano delle somiglianza tra il caso italiano e quello serbo?
Nel caso italiano, c’è un solo uomo che ha il potere. Quando lo perderà tornerà come prima. In Serbia, invece, esiste un’alta probabilità che la situazione peggiori ancora. Ho il timore che tutti i cittadini debbano pagare per l’errore che l’attuale governo ha fatto approvando questa legge. Quando la Corte di Strasburgo si pronuncerà, e se condannerà il governo, il processo di integrazione europea della Serbia verrà inevitabilmente rallentato.

Qualcuno tra i “patrioti”, ha rilasciato delle dichiarazioni dicendo che quella dei giornalisti serbi ”è una casta di propagandisti a tre livelli: quelli che fanno propaganda, quelli che trascrivono e quelli che ignorano. Perché la gente non ha fiducia nella vostra categoria?
Partiamo da un fatto: la Uns è la più vecchia associazione di giornalisti in Serbia. Ne fanno parte poco più di 5mila giornalisti che rappresentano circa il 70 percento dei giornalisti presenti sul territorio serbo. Considerato questa grande numero, è difficile aspettarsi che il presidente della Uns, Ljiljana Smajlovic, e gli altri membri possano stare dietro a tutto quello che i giornalisti fanno. Non serve che io vi ricordi quanti giornalisti sono morti mentre facevano il loro lavoro in vista dell’interesse comune. Penso che il pubblico sia contento delle azioni dei membri di Uns.

Hai parlato di giornalisti caduti mentre facevano il loro lavoro. Qualche tempo fa i giornalisti della Serbian Press Association e quelli della sua sezione in Kosovo sono scesi in piazza, a Pristina, chiedendo giustizia per alcuni giornalisti che scomparvero durante la guerra del 1998-99. Il corteo era composta da serbi e albanesi che marciavano in pace per le strade del Kosovo. Come è stato pubblicizzato questo evento?
Quelli che marciano in pace e combattono per i diritti umani in generale, combattono per la costruzione di una società democratica in Serbia. Qui sentiamo il bisogno di verità ed è per questo che non conta da dove vieni o chi sei. C’è da dire che nessuna istituzione, né il ministero dell’educazione, né la polizia e nemmeno la Corte, hanno aiutato i cittadini a costruire una società migliore. Per questo non è stato fatto quasi nulla per pubblicizzare la marcia. Alcuni giornali hanno posto l’enfasi sull’operato dei politici e sui comizi che sono seguiti. Ma non sulla gente, non su di noi. D’altra parte, come ho detto, sono i politici che, a discrezione, finanziano i giornali.

La settimana scorsa, sul The Economist, un giornalista del New York Times ha detto che i poteri forti in Serbia vogliono che la Vojvodina entri nell’Ue come stato indipendente. Bisogna ammettere che in Vojvodina il 70 percento della popolazione è serba, mentre le altre minoranze sembrano essere ben integrate, diversamenente da quanto accade in altre aree. Qual’è la linea editoriale principale su questo tema?
Come hai detto, in Vojvodina la maggioranza è serba. La storia di questa regione è molto enfatizzata dai politici in Belgrado perché non vogliono che questa regione diventi economicamente autonoma. Il 40 per cento del budget della Serbia viene, infatti, da lì e solo il 7 per cento di quella cifra viene riconsegnato alla Vojvodina. I politici locali non vogliono separarsi dalla Serbia ma vogliono disporre del loro budget. Il problema è che quei soldi non sono destinati allo sviluppo ma finiscono a Belgrado.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...