Scuola di giornalismo. Tema: la libertà di stampa in Italia…

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Scuola di giornalismo. Tema: la libertà di stampa in Italia…
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“Se il tuo desiderio è servire la verità, scrivere in buona fede, informare i tuoi lettori con onestà, essere pronto a ricrederti se cambi idea, non servire il padrone del momento, non essere servile… Se vuoi fare tutto questo, caro giovine che sogni il giornalismo, non scordare quanto è importante la gavetta! Prendi subito la tua gavetta e vai in uno dei paesi della lista che ti allego. Sono i settanta paesi del mondo dove la stampa è più libera che qui”.

di Alessandro Robecchi, da MicroMega 5/2009, in edicola

Tema: la libertà di stampa in Italia.
Svolgimento. Mi viene un dubbio, però: si potrà scrivere “svolgimento”? Non sarà una parola troppo azzardata? Sbilanciata? Mi quereleranno perché ho osato scrivere “svolgimento”? Forse è meglio prenderla un po’ meno di petto, questa questione, andiamo, mica voglio fare il martire. Non voglio finire i miei giorni a pagare gli avvocati perché mi è venuta ‘sta bella idea scema di scrivere “svolgimento”. Chi me lo fa fare, dopo tutto?
Ricominciamo.
Tema: la libertà di informazione in Italia.
Sviluppo della traccia. L’articolo 21… Esagerato! Subito con i paroloni! Non vedi come sei pedante? Noioso? Partire in quarta con la Costituzione! E ora cosa scriverai… “diritto”, “libertà d’espressione”… La gente si annoia!
Ricominciamo.
Tema: in Italia, si può scrivere liberamente?
Risposta: ma certo, guardate qui! Estate, tempo di gelato, tra i nuovi sapori anche il gusto formaggio-con-le-pere. Attualità: Belen Rodriguez fa questo e quello, molto interessante, specie il culo. Economia: la crisi è finita, siate ottimisti, comprate una Ferrari! Correte d’estate? In questo caso bevete molto! Sfilate di moda a New York, è l’ora dei tacchi alti. Rubrica Gusto: involtini plimavela alla melda. Lotto. Meteo.
Visto? Non solo si può scrivere quello che si vuole, ma se non si sta attenti si scrive un sommario del Tg5.

***

Cara mamma,
ma guarda se dovevi trasferirti in Benin solo perché lì la stampa è libera, mentre qui da noi in Italia è solo parzialmente libera. Mi sembra esagerato! Parzialmente libera, non suona rassicurante? Ignoro tutto della tivù del Benin, tra l’altro, ma non so come fai a coricarti la sera senza una frasetta di Capezzone, un’analisi di Cicchitto. Qui siamo tutti abituati e certi piccoli riti ci mancherebbero. Scommetto che in Benin la televisione è ancora artigianale e non è del capo del governo. Scommetto anche che in Benin le nomine dei telegiornali pubblici sono una cosa triste e burocratica, e non un’occasione di conviviale allegria che si svolge a cena a casa del capo del governo che è anche proprietario delle reti televisive concorrenti! Pensa che comodità, pensa quanti inutili passaggi si evitano: una persona giusta fa la tivù di tutti. Non è meglio? Questo mondo mi affascina, mamma! Ho deciso che farò il giornalista!

Caro figlio,
non scrivermi più in Benin perché non riceverei le tue lettere. Ora abito in Nuova Guinea, dove la stampa è più libera che in Italia. Fammi avere tue notizie, figlio mio. Forse presto farò un salto in Guyana, dove la stampa è più libera che in Italia. Copriti. Ciao.

***

Gentile direttore,
da sempre il mio sogno è quello di fare il giornalista. Può darmi qualche consiglio?
Lettera firmata, Milano.

Come no! Siamo qui per questo!
Consiglio 1
Caro lettera firmata, se non la firmavi e la mandavi anonima e piena di minacce, insulti e menzogne era meglio. Il giornalismo oggi ha abbandonato le vecchie ipocrite questioni di stile e apprezza molto veline e informative anonime! Se vuoi fare questo lavoro devi tenerti aggiornato!
Consiglio 2
La gavetta, caro giovine, ricordati sempre la gavetta! Se il tuo desiderio è servire la verità, scrivere in buona fede, informare i tuoi lettori con onestà, essere pronto a ricrederti se cambi idea, non servire il padrone del momento, non essere servile… Se vuoi fare tutto questo, caro giovine che sogni il giornalismo, non scordare quanto è importante la gavetta! Prendi subito la tua gavetta e vai in uno dei paesi della lista che ti allego. Sono i settanta paesi del mondo dove la stampa è più libera che qui. Se invece il tuo cognome è casualmente lo stesso di quello di un banchiere, di un grosso immobiliarista, di un famoso giornalista, di un politico, di un editore, di un industriale, scrivimi un’altra lettera e vediamo cosa posso fare.
Ciao, caro, stai bene, ricordami a papà, digli che lo penso sempre.

***

Cara mamma,
sapessi come sono felice! i direttori di giornali a cui ho scritto mi danno ottimi consigli, e soprattutto ho deciso di frenquentare una scuola. Pensa che l’azienda televisiva del capo del governo organizza corsi universitari e master per giornalisti televisivi! Che gran comodità, vero? Sono davvero entusiasta, e dicono che sono anche portato. Pensa, l’esercizio di agility mi viene benissimo, e a riportare la pallina sono il primo del mio corso. Prevedo grandi cose, mamma, credo proprio che farò carriera! Che male alla lingua, però!

***

Professione oggi: quali sono le caratteristiche peculiari del buon giornalista in Italia all’inizio del terzo millennio? Il candidato fornisca una dimostrazione pratica.
Svolgimento. Inaugurata oggi dal presidente del Consiglio la bretella autostradale Viggiola-Astelica, di chilometri 0,34, un’opera pubblica molto attesa che settantacinque anni di immobilismo comunista avevano trascurato. Sfilate di moda: Parigi, è l’ora dei tacchi bassi. Attualità: gonne corte, meglio a fiori, stampate o ricamate. Salute: i liquori dei fraticelli venduti nei conventi, possiamo fidarci? Economia: arriva la ripresa, tutti al night! Esteri: l’Europa vuole chiamare “pizza” la merda di pollo, ribelliamoci! Cultura: i Cesaroni. Letteratura: Giorgio Faletti. Lotto. Meteo.

Prova scritta. Titolo: il mio ideale di giornalista.
Svolgimento. Il mio modello professionale è Gioachino Bonsignore, un conduttore dei telegornali delle tivù del capo del governo. Commentava in tivù le elezioni europee del 2009 e, accortosi che il suo editore aveva preso meno voti dell’anno prima, ha esclamato fuori onda rivolto ai colleghi: “Non crederai mica che lo diciamo!”. Raro esempio di professionalità e di comprensione delle dinamiche tra redazione ed editore, egli ha dimostrato giusta prudenza, sacrosanta attenzione nel valutare la situazione, calma e simpatica moderazione. Questo è il mio esempio di professionalità.

Valutazione: prosa scorrevole, apprezzabile capacità di giudizio candidato idoneo.

***

Variazioni ai programmi televisivi odierni.
L’annunciata puntata di Matrix dal titolo: Le ottime realizzazioni del governo: bilancio di un anno di successi non andrà in onda. Al suo posto, lo speciale Tutti centrati a tempo di record gli obiettivi del governo.
Il previsto documentario sui giornalisti indipendenti licenziati, e/o emarginati e/o censurati, e/o querelati con richiesta di risarcimenti milionari, e/o estromessi dalle loro mansioni, in programmazione alle 23,50, poi spostato alle 03,25, è annullato per problemi tecnici. Al suo posto una trasmissione di aspra denuncia sociale di Antonio Ricci con il Gabibbo.
Porta a Porta, ospite d’onore Silvio Berlusconi risponderà alle domande, anche argute e provocatorie, di tre direttori noti per la loro avversione alla coalizione di governo o per la folta capigliatura: Lassie, Rin-Tin-Tin e Piero Sansonetti.

***

Pluralismo e obiettività dell’informazione, come ottenerli?
Il candidato svolga la traccia in meno di dieci righe.
Svolgimento. Le più recenti ricerche in materia di pluralismo e obiettività dell’informazione prevedono sempre e ovunque la presenza di un contraddittorio. Per esempio, se il comico è grasso e calvo, in trasmissione ci dev’essere anche uno magro, con i capelli e che non fa ridere. Se il colonnello del meteo dice che pioverà, bisogna prevedere la presenza di un parigrado che annunci che ci sarà bel tempo. Nel caso incredibile che qualcuno dicesse una cosa intelligente, bisogna immediatamente dare la parola a un cretino, cosa tutt’altro che complicata. Ovviamente il contraddittorio dovrebbe caratterizzare il servizio pubblico. Diverso il caso della tivù privata, anche se naturalmente la completezza dell’informazione è sempre consigliabile: nell’evetualità che il telegiornale di Italia Uno faccia vedere una sola chiappa, bisogna mostrare subito anche l’altra.

***

Cara mamma,
sapessi come mi piace, e quante cose imparo! Ieri, durante l’ora di Educazione d’impresa, con il prof di Analisi Cinica, abbiamo parlato dei grandi personaggi dell’editoria italiana. Quel che mi affascina di più è la lungimiranza, la visione strategica. Pensa che un famoso editore, che è anche capo del governo, è stato così capace di leggere il futuro che ha detto: “Il direttore dl Corriere e della Stampa devono cambiare mestiere”. Beh, non ci crederai: tempo due mesi e il Corriere e La Stampa hanno cambiato direttori. Incredibile, vero? Questo sì che si chiama capacità di previsione!
Conosco tanta gente interessante, anche colleghi che hanno lavorato all’estero, nei templi del giornalismo anglosassone, cresciuti con la religione della notizia, addirittura alla Cnn! Poi sono venuti qui… vedessi come sono cambiati, ora fanno l’inchino meglio che davanti alla Regina!

***
Oggi ho avuto dalla direzione didattica una notizia terribile: questa.
Valutazione: svolgimento scarso e poco consono alle attuali esigenze editoriali del gruppo. Maniacale insistenza su temi di cronaca ormai superati, reiterazione di argomenti datati.

Dapprima mi sono sentito perduto, poi ho capito, e mi sono affrettato a rispondere.
Gentile direzione didattica,
Ho letto la pessima valutazione della mia prova di cronaca nera. Nulla da obiettare. Come unica giustificazione posso addurre una spiacevole confusione tra i file archiviati nel mio computer. Del resto, tutti quei passaggi sui cittadini insicuri, sulla paura percepita, e quelle frasi sugli immigrati clandestini arrivati in barcone a Lampedusa che stuprano le nostre donne, sono evidentemente frutto di un lavoro vecchio. Ho controllato la data e in effetti posso rassicurare la direzione didattica: erano scritti precedentemente la primavera del 2008, in vista delle elezioni politiche. Mi scuso per il disguido. Allego dunque il file giusto: l’inchiesta sulle esagerazioni del gossip e l’intrusione nella vita privata. Spero apprezzerete in particolare il passaggio sull’arroganza delle domande quando esse vengano rivolte a uomini tanto impegnati per il bene comune come capi di governo o grandi editori.

Valutazione: bene espressa la tesi centrale del lavoro su difesa della privacy e arroganza della forma-domanda nel giornalismo contemporaneo. Alunno idoneo. Benvenuto in azienda.

***

Che emozione!
Primo giorno di lavoro! Oggi ho partecipato al mio primo telegiornale. Riunioni, lavoro di redazione, titolazione. Ero così elettrizzato che ho imparato a memoria il sommario:
Telefonini, sono tanto utili, ma attenti alle mogli gelose! Economia: impetuosa ripresa dei consumi, volano le vendite di champagne, ma resiste la moda di dormire in macchina. Sfilate di Londra: arrivano le infradito di visone, ed è subito febbre! Società: anche i divi di Hollywood guardano il digitale terrestre. I metereologi: non pioveva così da lunedì scorso, e pensare che lunedì scorso era ieri! Mondo del lavoro: un imprenditore di Como sfida i sindacati: se il lavoratore è malato è giusto finirlo a fucilate? Il parere dei nostri esperti. Rubrica Gusto: carne in scatola, come cucinare quella scaduta da un mese. Lotto. Meteo.
Ero tanto felice, ho fatto fatica a addormentarmi.

***

Cara mamma,
non so più dove sei. In quale paese più libero del nostro ti trovi? Ce n’è talmente tanti… Qui le cose vanno così veloci! Dopo tre mesi di telegiornale posso essere considerato un veterano della buona informazione che facciamo qui. O forse dovrei dire facevamo. L’altro giorno, infatti, sono entrati tre signori dai modi un po’ sbrigativi e hanno bloccato l’edizione della sera. Hanno detto di essere del Comitato di Liberazione Nazionale, cercavano i responsabili dell’informazione compromessi con il regime, hanno detto che le prossime edizioni straordinarie le cureranno loro, poi si vedrà. Vedessi che fuggi-fuggi i capiservizio e i capiredattori! Ecco perché da giorni non vedevo i direttori! E che confusione! Mi è sembrata una buona occasione, mamma, sai come sono fatto, generoso, uno che non si tira indietro. “Vi serve una mano?”, ho detto a quei signori. E uno di loro mi fa: “Perché no, ragazzo?”. E ci siamo rimessi a lavorare.

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