Cordinamento Precari Scuola. Sit-in davanti alla Rai

Cordinamento Precari Scuola. Sit-in davanti alla Rai

Pubblicato da Giulia Cerino su gli Altri del 7 novembre

Alcune decine tra professori e maestri del Cordinamento Precari Scuola (Cps) hanno mantenuto la promessa e ombrelli alla mano si sono presentati davanti alla sede nazionale della Rai in Viale Mazzini, a Roma. Pochi ma buoni. Sotto la pioggia, docenti precari e non hanno protestato contro la revisione degli ordinamenti scolastici, la razionalizzazione delle risorse umane delle scuole e il blocco delle riassunzioni di circa 25/30.000 unità di personale tra insegnanti a tempo determinato e personale Ata (bidelli, segretarie e tecnici scolastici), per un totale di 8 miliardi di euro, di tagli alla scuola pubblica. Questi sono solo alcuni dei numeri che risultano dalla combinazione tra razionalizzazione dell’organico e riconduzione di tutte le cattedre di scuola secondaria a 18 ore, come è previsto dal Contratto di lavoro sottoscritto anche dai sindacati.
Lo Schema di regolamento relativo alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo di istruzione (“Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 27.2.2009. La nuova normativa introduce, a partire dall’anno scolastico che è appena cominciato (2009-2010), il modello dell’insegnante unico secondo le differenti articolazioni dell’orario scolastico settimanale a 24, 27, e sino a 30 ore, nei limiti delle risorse dell’organico assegnato, e conserva il modello delle 40 ore, corrispondente al tempo pieno. Ma questa non è una novità.

“Le proteste, racconta Simonetta Salacone, dirigente scolastica dell’istituto “Iqbal Masih”, una scuola nella periferia romana, vanno avanti da quasi due anni, da quando cioè il governo approvò la legge 133, nel luglio 2008 e dall’anno prima, nel settembre 2007, quando gli allora ministri dell’Istruzione e dell’Economia vararono il “Quaderno bianco sulla scuola” un documento che mirava alla razionalizzazione degli organici precisando che “l’elemento dominante della maggiore spesa pubblica per studente della scuola italiana si conferma il rapporto insegnanti/studenti”. Sono dunque due anni che le proteste si sussegueno e che “i media, spiega una docente membro del Cps, continuano ad ignorare le nostre voci di protesta. Per rompere il muro di silenzio che ha circondato le nostre mobilitazioni abbiamo dovuto mettere in atto scioperi eclatanti: dalle occupazioni dei provveditorati ai presìdi permanenti, dagli incatenamenti agli scioperi della fame”.

I media li oscurano. Tant’è vero che, questa volta, il Cordinamento Precari Scuola ha scelto di manifestare il proprio malessere proprio davanti alla sede della Rai, quella che potrebbe dare voce “ai temi che contano, ai minori, agli studenti e ai precari che rappresentano circa il 50 per cento di coloro che mandano avanti la scuola pubblica in Italia. Ma che invece, continua Salacone, sono marginalizzati e trattati come se non esistessero”. Cordinamento precari scuola

Oggi, alle 17,00 il Cps sarà di nuovo in piazza con un’altra manifestazione che rientra nell’ambito del programma della seconda giornata nazionale della tutela individuale “Diritti in piazza” e alla quale parteciperà anche la Cgil. Dalle 15.00, grazie ad uno spettacolo teatrale, Piazza Navona si trasformerà in un aula scolastica a cielo aperto.

Giulia Cerino

2 thoughts on “Cordinamento Precari Scuola. Sit-in davanti alla Rai

    1. Si. Piuttosto bisognerebbe che le reti pubbliche mandassero in onda almeno qualche stralcio delle proteste che si sollevano davanti ai propri studi…
      Il fatto non è tanto protestare in sé. Quello si fa da sempre. Il problema è che se di proteste si parla, lo si fa solo sui giornali. Che, come sai, non hanno lo stesso potenziale della televisione… che piace ai piu´…

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