Clandestini, ecco dove curarsi a Roma

Clandestini, ecco dove curarsi a Roma

di Chiara Righetti. La Repubblica.it
Dove possono curarsi nel Lazio gli stranieri irregolari? A dirlo ci pensa la Caritas Roma con la nuova edizione della sua “Mappa di fruibilità” (la prima risale al 2005). Una guida che censisce, Asl per Asl, le strutture ambulatoriali per gli stranieri senza documenti, che quindi non possono iscriversi al Servizio sanitario nazionale: sia extracomunitari senza permesso di soggiorno che cittadini Ue, presenti in Italia da oltre tre mesi, ma senza residenza. A entrambe le categorie, la legge dà diritto alle cure «urgenti o comunque essenziali», e in particolare alla tutela di gravidanza, maternità, minori, ai vaccini e alla cura delle malattie infettive. Per potersi curare serve il tesserino Stp (Straniero temporaneamente presente) per gli extracomunitari, il codice Eni (europei non iscritti) per i cittadini Ue.

La mappa, in stampa a fine mese, si rivolge direttamente agli stranieri. «Non sarà distribuita casualmente- spiega Salvatore Geraci, Area sanitaria Caritas – ma spiegata direttamente a chi si rivolge ai nostri servizi e in particolare allo sportello Informasalute, la struttura gestita da volontari stranieri all’interno della Asl RmA». Di che si tratta? «Una mappa di fruibilità – spiega la brochure – non è un indirizzario completo: indica luoghi e servizi verificati e realmente utilizzabili.

Per questo non è mai definita e necessita di continui aggiornamenti e correzioni», che chiunque può inviare all’indirizzo poliambulatorio@areasanitaria.it. La mappa indica, Asl per Asl, dove ottenere il tesserino Eni/Stpe gli indirizzi, telefoni e orari degli ambulatori di medicina generale di ciascun municipio. L’elenco non è esaustivo ma segnala appunto solo le strutture “sperimentate”, con una serie di indicazioni pratiche. Si apprende così che in alcune non servono documenti, in altre è necessario il passaporto, e che ci sono sportelli che curano i cittadini Ue solo se bulgari o romeni. Mentre ad esempio nella Asl Roma D la tessera Stp viene rilasciata anche dai consultori.

Per la Caritas Roma sono due le strutture di riferimento: l’ambulatorio di via Marsala 97 (06.4463282) e lo sportello Informa salute di via Luzzatti (06.77307553). Ma nel Lazio esiste ormai una vera e propria “rete” di 51 ambulatori per irregolari; tanti ne ha censiti a luglio l’Asp, Agenzia di sanità pubblica. Ce n’è almeno uno in ciascuna delle 12 Asl regionali, ma con notevoli differenze sia tra città e provincia sia tra i diversi distretti. Tre sono all’interno di ospedali: l’Umberto I, il Policlinico di Tor Vergata e il San Gallicano (dove l’ambulatorio delle originiè integrato nell’Inmp, l’Istituto nazionale per la cura delle popolazioni migranti). I più antichi risalgono al 1983, i più recenti al 2009. Ma non sono “ghetti” della sanità: il 53% delle strutture accoglie anche senza dimora, il 43% immigrati regolari, il 20% italiani. Quanto ai Paesi d’origine i più rappresentati sono Romania, Ucraina, Albania, Filippine.

La maggior parte degli ambulatori sono gestiti dalle Asl direttamente o attraverso il privato sociale, anche con l’apporto di volontari, mediatori, personale messo a disposizione dagli enti locali. Le difficoltà riferite riguardano per il 63% dei casi gli spazi, gli orari di apertura, la mancanza di personale,e per un altro 33% la comunicazione con l’utenza.

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