Tutti gli onorevoli su Youtube

Tutti gli onorevoli su Youtube

Pubblicato su l’Espresso

Primo: quando rispondete agli utenti chiamateli per nome, gli sembrerà di essere importanti. Secondo: sulla pagina personale postate link e note stimolanti per dare l’idea di avere una vasta cultura. Terzo: non appena conclusa un’iniziativa, inauguratene subito un’altra. Altrimenti agli elettori sembrerete solo dei lavativi…

Per vincere le elezioni, Google fornisce ai candidati consigli tecnici utili a sfruttare con efficacia l’ultima invenzione made in Youtube. Si chiama “Campaign Toolkit 2010” ed è un pacchetto elettorale studiato per la classe politica e composto da dispositivi inediti: il politician channel, dove uploadare video e messaggi personalizzati, il forum interattivo con tanto di moderatore incluso nel prezzo e il YouTube Insight, il tool che misura in termini di “clic” i successi dei leader offrendo informazioni sul profilo degli utenti. Alcuni servizi del toolkit sono a pagamento, come per esempio le campagne pubblicitarie o i video promozionali.

L’idea è venuta al gigante di Mountain View in vista delle elezioni mid-term negli Usa, dopo aver osservato le performance e l’utilizzo ragionato delle funzioni del web a fini elettorali da parte del team di Barack Obama. Un’invenzione di mercato che permetterà anche ai meno preparati di utilizzare internet, frenando gli sprechi di denaro e rendendo meramente accessorie le campagne d’affissione di manifesti e “faccioni”. Non solo. Con il pacchetto, Google regala ai candiati il manuale del buon comunicatore con consigli e stratagemmi per arrivare dritti al cuore degli elettori.

Oltreoceano, il toolkit andrà a ruba. E anche ai ‘democrats’ dei noantri l’invenzione di Google potrebbe piacere: si tratta di uno strumento pensato per competere nelle elezioni primarie, in un faccia a faccia tra candidati. Ma qualche dubbio resta. Secondo i dati forniti da Altroconsumo, a ridosso delle elezioni politiche del 2008 sul canale di Youtube del Partito democratico c’erano 46 video con 26 iscritti. Quello più cliccato aveva 2.731 visualizzazioni. Sul canale dell’Udc i video erano 53 con 38 iscritti. Quello più visto contava 751 visite. Su quello di Forza Italia invece i video erano solo 5, con 190 iscritti. Il più visto aveva 34.351 visualizzazioni, il secondo 5.083. Un’eccezione interessante (ma non sorprendente) è il canale di Antonio Di Pietro che, pur non essendo candidato alla premiership, registrava 912 iscritti e 191 video di cui 11 con più di 10.000 visualizzazioni. Il 5 novembre dello stesso anno, invece, Obama uploadava 1650 video, per una lunghezza totale di 14,548,809.05 ore contro le 488,093.01 registrate dal perdente McCain.

Eccezioni a parte, il gioco in Italia sembra non valere la candela. Secondo i dati del 2009 i cittadini in rete al Nord erano il 48,3 per cento, al Centro il 46,8 per cento, mentre nel Mezzogiorno soltanto il 38 per cento. Quindi, se gli elettori non usano il web che senso avrebbe fare campagna su Youtube? La domanda è lecita, ma il kit ha dalla sua strumenti incomparabili: il YouTube Insight, per esempio, dipinge una “mappa” delle zone da cui gli utenti si connettono, tracciando un quadro geografico del gradimento dell’opinione pubblica per ogni candidato in corsa.

E non è finita. I tools permettono di mantenere collegato il personale di ciascun comitato elettorale con i volontari sparsi sul territorio che, attraverso annunci e spot, contribuiscono a “gonfiare” la mailing list del loro leader. Il politician channel, poi, è visibile anche da chi usa solo il cellulare. Un’applicazione indispensabile dal momento che in Italia esistono 30 milioni di dispositivi utilizzati fra smartphone, cellulari che navigano, chiavette e sim. Ecco perché anche il comune di Roma (l’unico) si è fatto furbo ed è sbarcato sull’iPhone mettendo a disposizione degli utenti l’applicazione gratuita Roma 1.0 dell’Apple store.

Le elezioni del 2013 sono lontane, ma conquistare la celebre bidirezionalità, la capacità di interagire e dialogare in rete, richiede tempo. Basterà Facebook ad impadronirsi del cuore degli internauti del Belpaese? Se così non fosse, ai leader in corsa per il 2013 converrà fare in fretta perché il tool disponibile su Youtube rimarrà tale solo fino alla fine del 2010. Se non dovesse riscuotere successo in Europa, sparirà dal mercato. A conferma dell’ennesima vittoria del piccolo schermo.

One thought on “Tutti gli onorevoli su Youtube

  1. bhé, devo dire che Berlusconi online c’è spesso anche perché mi manda le amail ogni due per tre. certo Youtube è un’altra cosa. ma penso che uno come lui potrebbe usarlo a go-go. piuttosto mi dirai che non si pè mai visto Casini o Veltroni su Youtube..Di pietro e vendola invece spaccano..quindi secomdo me possono ancor migliorare.

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