“Manovra ladrona”, leghisti furiosi

“Manovra ladrona”, leghisti furiosi

Pubblicato su l’Espresso.it

La manovra non piace ai sindaci della Lega. Ma proprio per niente. Non è «federalista» e non premia, dicono, i comuni virtuosi. Anzi, costringe i municipi del Nord a «tagli ingiusti». Quindi va rivista, con buona pace della maggioranza di governo che l’ha approvata, Lega inclusa.

Già nel giugno scorso, Flavio Tosi, il sindaco leghista di Verona, spiegava di non aver partecipato alla manifestazione romana contro i tagli, ma aggiungeva che la sua assenza non rappresentava «una forma di adesione alla manovra finanziaria, che abbiamo criticato». La mancata presenza di Tosi il 24 giugno era dovuta solo al fatto che in piazza c’erano anche i sindaci campani e siciliani e lui non voleva confondersi «con chi spreca i nostri soldi».

Nelle prime settimane di luglio, però, le cose sono cambiate. E l’intolleranza dei leghisti nei confronti dei colleghi meridionali e spendaccioni ha allargato il suo bersaglio. Nel mirino, adesso, c’è anche il governo “ingiusto” e cieco che chiede sacrifici ai comuni del Nord. I più “virtuosi”.

Che i primi cittadini italiani ritrovino, proprio sulla manovra, l’unità perduta o mai conquistata, è quasi impossibile. Ma il messaggio lanciato dall’Anci è chiaro: sul fronte delle autonomie locali il confronto è ancora in atto. E a guidarlo sono, tra gli altri, diversi esponenti del Carroccio: il segretario veneto della Lega e sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, seguito a ruota dal veterano consigliere regionale del Veneto e capogruppo della Lega, Federico Caner.

I due esponenti della Marca sono leghisti doc ma sono anche tra i promotori della protesta nazionale lanciata dall’Anci, presieduta da Sergio Chiamparino (Pd). Gobbo si è dichiarato “furioso” mentre Caner, per spiegare che non tutti meritano lo stesso trattamento, la butta in economia: «Il dibattito sulla finanziaria 2011-2013 ha messo in luce ad esempio l’esigenza di misurare il grado di ?€˜virtuosità’ delle amministrazioni regionali», spiega il capogruppo leghista. Per ristabilire l’equilibrio nella finanziaria, suggerisce, si dovrebbe generare una particolare graduatoria che potrebbe costituire la base per una eventuale riformulazione del concorso alla manovra di ciascuna Regione. E lo stesso si potrebbe fare con i Comuni.

A mettere i bastoni tra le ruote del ministro Tremonti non è solo lui. In prima linea, c’ anche Francesco Luison (Pdl-Lega), primo cittadino di Castello di Godego, un paesino di circa 7 mila abitanti, che meno di un mese fa lanciava l’idea del boicottaggio fiscale da far partire a settembre. Luison, Gobbo e Caner. Il trittico è pronto a tutto, anche a interrompere il pagamento delle tasse che devono allo Stato per una somma pari al taglio effettivo, operando così un riequilibrio sui conti.

Insomma, contro la manovra, c’è la quasi unanimità. Il maxi emendamento è, a detta dell’Anci, insostenibile «per i bilanci comunitari». Su questo punto, sono quasi tutti d’accordo. Anche il leghistissimo Tosi che torna a ribadire la sua linea, in un’intervista al ‘Corriere del Veneto’: «L’esecutivo dice che tutti i comuni italiani devono spendere un po’ meno di quello che spendono adesso. Sembra un principio corretto, ma la realtà è che ci sono Comuni che hanno delle spese spaventosamente più alte delle nostre. E il risultato è che agli spreconi vien detto di sprecare un po’ meno mentre ai comuni virtuosi viene detto di spendere meno del necessario».

Dello stesso parere anche Attilio Fontana (sempre della Lega), l’uomo che dal 26 settembre 2009 è presidente di Anci Lombardia: «Tutto ciò accade nonostante negli anni passati i comuni abbiano già contribuito a ridurre il debito pubblico per due miliardi e mezzo di euro. Nel solo trasporto pubblico i trasferimenti diminuiranno del 30 per cento. I tagli sono necessari, ma non si può agire in maniera indiscriminata. Dovrebbero tagliare la Rai. Invece ci costringono a tagliare i servizi essenziali. Sono soddisfatto per l’accelerazione che c’è stata rispetto alla rendita d’autonomia per le amministrazioni comunali. Ma il principio dovrebbe essere, anche per la manovra, quello della responsabilità. E invece qui non se ne vede. Ecco perché non si tratta di una manovra federalista. Infine, Fontana si dichiara preoccupato: “Non c’è un equilibrio temporale. I tagli arriveranno il primo gennaio del 2011, la nuova nuova legge sull’autonomia solo nel 2012. Tradotto, ci sarà un anno o più di buco in cui le cose saranno dure”».

One thought on ““Manovra ladrona”, leghisti furiosi

  1. Ciao Giulia! Volevo ringraziarti per un bell’articolo che hai pubblicato sulla vela. Dove posso scriverti in PVT? Tra le scuole citate c’è anche la nostra e lo staff voleva ringraziarti personalmente!

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