Dov’è finito Scajola?

Dov’è finito Scajola?

Pubblicato su l’Espresso

Sono passati tre mesi da quando, in una conferenza stampa molto tesa, Claudio Scajola ha lasciato il posto di ministro dello Sviluppo Economico, sostenendo che se la casa nel centro di Roma gli era stata pagata (in buona parte) da altri, ciò era avvenuto «a sua insaputa».
Scajola non ha tuttavia mollato la poltrona di onorevole e nel difficilissimo momento che sta attraversando la maggioranza anche il suo voto potrebbe risultare decisivo. Eppure, anche nei giorni caldissimi della rottura tra Berlusconi e Fini, l’ex ministro sembra scomparso, a parte quattro brevissime visite romane, due a giugno e due a luglio: con andata e ritorno in giornata, sembra, e comunque senza aver messo piede nella mitica casa davanti al Colosseo.

In via del Fagutale, appunto, i vicini non lo vedono dall’inizio di maggio. Non si è visto, in verità, neppure un camion dei traslochi, quindi i mobili e i preziosi quadri dovrebbero essere ancora lì. Tuttavia, se provate a premere il campanello del suo appartamento, non sentirete alcun suono: «Non funziona, sembra gli abbiano staccato la corrente», dice il portiere. «Non lo vediamo da quando è successo il fattaccio, è sparito», conferma una vicina – la signora B. – che non vuole vedere pubblicato il suo nome. Quanto alla posta, «ogni tanto viene a ritirarla la sua donna di servizio», spiegano i condomini. Nella cassetta delle lettere c’è infatti solo qualche réclame di detersivi della Coop. Anche la pagina web dell’ex ministro è ferma dal 5 maggio, quando il suo staff ha immesso «numerosi messaggi di solidarietà», come recita il sito. Poi più niente.

Dov’è finito dunque Scajola? Nella sua Liguria, dove pure possiede una splendida casa con giardino? «E’ a rilassarsi», risponde genericamente Eugenio Minasso, parlamentare della stessa regione dell’ex ministro. «Sta in vacanza con la moglie, mi ha detto che voleva riposarsi qualche giorno».
Gli altri amici liguri dell’ex potente – i senatori Giorgio Bornacin, Gabriele Boscetto e Luigi Grillo – assicurano però che a settembre tornerà a farsi vedere a Roma, perché «lui è l’unico non indagato ad essersi dimesso», quindi non ha intenzione di ritirarsi a vita privata.

Sabato scorso un gruppo di scajoliani, sempre della Liguria, ha fatto un appello pubblico per chiedere all’ex ministro di tornare nell’agone politico. E anche lo stesso Scajola non sembra escludere questa eventualità: nell’unica nota ufficiale diffusa dopo lo scandalo (il 14 luglio, dopo che il suo nome era ricomparso sui giornali in relazione agli affari della cricca) ha ricordato che «il suo rigoroso silenzio rispetto a quanto illegittimamente pubblicato» non deve essere frainteso. Si è dimesso solo per «permettere a me stesso di ritrovare la necessaria serenità» in quanto «ad oggi non ho ricevuto alcuna contestazione dai magistrati» e «nelle sedi opportune, se ve ne saranno, dimostrerò la mia estraneità alle ipotesi di reato di cui alle costruzioni giornalistiche». Resta da chiedersi se, a rientro avvenuto, tornerà pure a stare in via del Fagutale, magari facendosi riallacciare l’elettricità.

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