Rosarno:peggio di un anno fa

Rosarno:peggio di un anno fa

Il cementificio dismesso dove si pensava di ospitare gli stagionali verrà pronto (forse) nel 2012. Intanto però i vecchi rifugi sono stati distrutti. Così centinaia di persone passeranno l’inverno dormendo tra i cartoni Rosarno, comune di 15 mila abitanti in provincia di Reggio Calabria ad alta intensità migratoria. Il 7 gennaio 2010 qualcuno spara diversi colpi con un’arma ad aria compressa su tre africani di ritorno dai campi. Segue la rivolta degli extracomunitari: scontri con la polizia, attacchi a negozi e automobili, gruppi di rosarnesi armati di mazze e bastoni che formano ronde per la caccia al nero. Più di 50, alla fine, i feriti: 18 poliziotti, 14 abitanti di Rosarno e 21 extracomunitari. Il tutto si chiude con il trasferimento dei migranti nei centri – in Puglia e Campania – e con una sequela di promesse della politica per progetti sociali e posti di lavoro. E’ passato un anno, la stagione della raccolta delle arance è ricominciata e a Rosarno non è cambiato nulla. Qualche esempio? La Cartiera, una fabbrica in disuso nella piana di Gioia Tauro, che secondo un protocollo firmato alla Prefettura di Reggio Calabria doveva diventare un nuovissimo ‘centro d’aggregazione’ per ospitare i migranti: piano arenato, non se n’è fatto nulla, la Cartiera è abbandonata. Oppure prendiamo l’appalto pubblico indetto per ‘riqualificare’ la zona circostante e costruire container che accogliessero i braccianti senza tetto: la gara è stata vinta da una ditta privata ma il progetto è naufragato dopo meno di due mesi a causa del ricorso dell’impresa arrivata seconda. Risultato, gli immigrati si apprestano a passare un altro inverno dormendo tra i cartoni. Poi c’è il progetto del ministero dell’Interno Maroni ‘Obiettivo 2.5 1’, l’unica iniziativa diretta del governo in zona dopo la guerriglia di un anno fa. 

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