Roma nel caos. Come nel 1977, è guerriglia

Roma nel caos. Come nel 1977, è guerriglia

Agenti della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza caricano i manifestanti in piazzale Flaminio, Muro Torto e Villa Borghese. Un pioggia di pietre dal Pincio su chiunque passi a Piazza del Popolo. Un centinaio di Black blok si posizionano sulla celebre terrazza di Villa Borghese, sotto un albero di Natale, e lanciano pietre sotto piazza del Popolo colpendo chiunque: passanti, giornalisti oltre che forze dell’ordine. Poi i vigili del fuoco aprono gli idranti sui manifestanti in via del Babuino. Una camionetta della Gdf e un’auto in fiamme ostruiscono l’accesso alla strada. All’inizio di via del Corso, una barricata artigianale fatta dai manifestanti arde ancora, come pure, in Via Ferdinando di Savoia una vettura dell’Atac. La polizia carica ancora in via di Ripetta: alcuni rispondono lanciando sampietrini. Proseguono gli scontri tra manifestanti e polizia: i primi sono stati fatti indietreggiare fino a piazzale Flaminio, dove però sono ancora in corso delle cariche delle forze dell’ordine alla quali viene risposto con un lancio di sanpietrini. E ancora fumogeni, petardi da parte dei manifestanti e lacrimogeni da parte della polizia. C’è fumo ovunque. E in via del Corso continua a bruciare la camionetta della Gdf Le fiamme si propagano rapidamente. Sono alte almeno due metri. C’è gente affacciata alla finestra. Inveiscono contro i manifestanti che tentano disperatamente di evadere, di oltrepassare la “gabbia” di barriere umane che li separa dalle mete. “Perché non ci fanno avvicinare?”, “Di cosa avete paura”, urlano ai poliziotti. Intanto i clacson delle auto sembrano impazziti. Motorini in contromano ovunque. Carabinieri esausti. Ci sono posti di blocco ogni cento metri. Roma è invivibile. Come l’Italia. Per sfiduciare il governo, questo 14 dicembre sono scesi in piazza davvero tutti. Più di 100mila. Impazziti. Vengono dall’Aquila ancora a pezzi, vengono dalla Sardegna. Sono i pastori e gli operai arrivati dai cantieri e dalle fabbriche. Ci sono i metalmeccanici, i professori. Tutti insieme con gli studenti medi, con gli universitari decisi ad assaltare il palazzo del governo, la Camera dei deputati, il Senato. Il movimento chiede di essere protagonista. Chiede di poter accedere ai palazzi del potere. Senza risultati. Il 14 dicembre è una giornata cruciale. Come nel 1977. La protesta degli studenti, iniziata in mattinata, era pacifica. Poi, all’annuncio del sì alla fiducia non si è capito più niente. Caos. Isteria, paura, urla e tanta rabbia. La pace ha fatto spazio alla guerriglia. E agli studenti sono subentrati i black block. Incappucciati.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...