Black Out 2025. Una storia possibile

Black Out 2025. Una storia possibile

Pubblicato in Flanerì

Da anni stava lavorando ad un prototipo di vernice plastica che permettesse di creare grandi schermi video a costo bassissi­mo. “Avevo esposto il pannello al sole per farlo asciugare in fretta. All’improvviso vedo che i capi dei cavi collegati agli elettrodi sono neri e bruciacchiati. Un cortocircuito!”. La vernice era fotovoltaica. E, quel pannello esposto al sole, avrebbe pro­dotto circa trecento watt di potenza. Marco Zorzini, giovane ricercatore italiano, ha creato per sbaglio una tecnologia solare dal rendimento eccezionale e dall’impatto visivo nullo. In mano ha un vantaggio competitivo enorme nel modo di produrre energia. Con la sua invenzione, può cambiare le sorti del Belpaese. Centrali nucleari, energie inquinanti e petrolio, dal quel momento non sarebbero più servite.

Peccato che, Marco, protagonista del libro Blackout 2025 (284 pp.) nelle librerie dal 22 novembre, non riuscirà mai a concretizzare il suo sogno. Perché, in Italia, da venticinque anni la caduta è inesorabile. La Legge 12548 del marzo 2019 prevede un sistema di Wireless per la Libertà (Wi-Lib) che copre tutto il terri­torio, capillarmente. Il sistema registra le conver­sazioni, intercetta tutto ciò che ha a che fare con il marketing, la pubblicità, la politica. Serve ad evitare atti sovversivi. Come quello che Marco avrebbe voluto compiere. Elettricità d’Italia, Gas d’Italia, Assicurazioni della Libertà, Banche Unite, Telcolibertà, VideoIt sono parte del Gci, un mega consiglio di amministrazione unico, una holding enorme che rappresenta il 55 per cento dell’in­tera economia energetica nazionale. Il nucleare è una bestia imbizzarrita che erutta watt. L’idrogeno potrebbe sostutuirlo ma una rete stupida di distribuzione “non sa gestire gli stock di idrogeno”. Con la sua invenzione Zorzini avrebbe potuto rompere il monopolio. Fare dell’Italia un paese pulito, all’avanguardia perché “sono venticinque anni che il mio paese è in declino. Io sono scappato via come migliaia di altri come me. Voglio mettere questo strumento a disposizione dei figli delle per­sone intelligenti che non possono permettersi di emigrare, di stare all’estero mantenuti dai genitori”.  E se l’Italia gli desse retta, potrebbe farlo.

Ma il Belpaese del 2025 è marcio. E’ in black out. I soldi puliti mancano, sono rimasti solo quelli dei dittatori e delle mafie. Il Presidente eletto è capo dello Stato, presidente del Consiglio, capo della magistratura, delle Forze Ar­mate, della Corte dei Conti e della Corte Costituzionale. Le liste dei candidati alle elezioni non esistono più. Le manifestazioni dipendono dai sondaggi e due cose sono praticamente intoccabili: l’informazione di massa, cioè l’entertainment e la pseudo informazione televisiva, e l’energia, la grande vac­ca da mungere del potere. Così, nella disperata ricerca di concretizzare il suo progetto, Zorzini e i compagni di viaggio ne vedono di tutti i colori. Il governo li perseguita, il Wi-lib li intercetta, la polizia li tratta da “terroristi”. Le tentano tutte. Ma non ce la fanno. E, mentre si accorgono che i poteri forti hanno avuto la meglio sull’entusiasmo, Marco riceve una telefonata. Il governo di un altro paese utilizzerà la sua scoperta tecnologica.

Non resta che fare i bagagli e fuggire all’estero come centinaia di altri preziosi cervelli italiani. Ma la finzione, si sa, è per fortuna spesso meglio della realtà. Soprattutto se Renato Riva, classe 1955, ingegnere elettronico e autore di Black out, è un italiano ottimista che, per il suo terzo libro, ha scelto di lasciare una speranza ai lettori. Quello di Marco era tutto un sogno. Un incubo mosso dal timore di vedere sprofondare il proprio paese tra le macerie della prepotenza, dell’arroganza e della stupidità umana. La fotografia del presente-futuro italiano rivela le contraddizioni di una società materialista e individualista. Il racconto elenca, uno ad uno, i rischi che si corrono a puntare tutto sul nucleare, a dipendere dall’energia “sporca”, a non investire sulla tecnologia, sulla scienza, sulla ricerca e sulle competenze delle persone, i ricercatori. Perché l’involuzione energetica è accompagnata a quella della qualità della democrazia. Riva, un italiano testardo che conosce le difficoltà a cui vanno incontro i giovani ricercatori nel campo energetico in Italia, sa che la società ha perso l’orientamento e deve ritrovare le sue linee strategiche. Per questo ha scelto di concludere il racconto con un lieto fine dedicato, nelle prime pagine, a Indro Montanelli ed Enzo Biagi. Due italiani che hanno dato il colpo di reni. Che hanno fatto dell’Italia un Paese migliore.

Un po’ come fanno, ogni giorno, centinaia di migliaia di ricercatori, maestri, impiegati, giornalisti, giovani che studiano, lavorano, faticano e navigano a vista in un mare di impedimenti. Non sono eroi o intellettuali di riferimento, questi. Sono solo cittadini “intelligenti”. Come Marco, il protagonista di Black out. E come Renato Riva. Uno che ha fatto da solo in un mondo di raccomandati, uno a cui piacciono “le persone che valgono per quello che sono e non per il ruolo che ricoprono”, uno che vorrebbe “ingegnerizzare le attività umane secondo regole che esaltino la creatività dei singoli, la loro libertà intellettuale, e che guidino quindi il gruppo verso obiettivi condivisi”. Ecco perché, Edizioni della Sera, la casa editrice indipendente nata nel 2009 per mano di Stefano Giovinazzo, ha accolto la sua penna nella collana “Emozioni di Carta”, di cui Black out fa parte. Per sponsorizzare la volontà di un cittadino come gli altri, di cambiare le cose e di fare dell’Italia un paese migliore. O almeno, normale.

2 thoughts on “Black Out 2025. Una storia possibile

  1. L’importanza di invitare gli amici al gruppo No Nucleare – Serpentina di Schietti
    http://www.facebook.com/pages/No-Nucleare-No-Carbone-No-Petrolio-Energia-pulita-rinnovabile/131963010153055

    Ciao a tutti, come va?

    Attraverso il nostro gruppo Facebook il 27 Maggio 2010 abbiamo provato il funzionamento della Serpentina di Schietti, dimostrando che si può dare acqua ed energia gratis a tutto il mondo, che è in atto un complotto globale, che le principali leggi della fisica sono sbagliate e non serve costruire centrali nucleari.

    Abbiamo provato che nessuno dona niente e si attiva gratis, quindi che tutte le principali organizzazioni ecologiste ed umanitarie con grandi spese sono complici del complotto globale tant’è che non parlano di Schietti e boicottano la Serpentina e perciò che bisogna organizzarsi in comitati autonomi.

    Abbiamo provato l’esistenza di milioni di agenti del sistema con lo scopo di eliminare uno a uno i migliori, diffamandoli, perseguitandoli, deviandoli verso il nulla, inducendoli ad utilizzare alcool e droga, creando finte organizzazioni estremiste fuovianti.

    Io, Schietti, sono il promotore della prima campagna globale contro il cambiamento climatico e la povertà dal 1989, forse sono il più importante personaggio vivente.

    Sono l’unico ad offrire la soluzione al cambiamento climatico (prodotto dall’anidride carbonica ormai rilasciata nell’atmosfera e dalla deforestazione) attraverso la raccolta delle foglie di parchi, giardini e boschi per produrre cellulosa. Le foglie lasciate marcire per terra o bruciate negli inceneritori liberano gas serra. Utilizzando le foglie per produrre cellulosa non servirebbe più distruggere le foreste per ottenere carta, scottex, carta igienica.

    La nostra è la pagina più importante di Facebook, e forse di internet, dovete avere il coraggio di invitare tutti i vostri amici con la funzione “suggerisci agli amici” sotto il logos in alto a sinistra nella pagina del gruppo.

    Ogni giorno la situazione sta peggiorando, il cambiamento climatico aumenta, la povertà aumenta, l’inquinamento aumenta, la popolazione aumenta, aumentano i problemi.

    Ho provato a tutti con le mie famose 7 proposte al governo mondiale che per ogni problema esistono soluzioni offerte da grandissimi uomini come me, ma che vengono rifiutate dal governo mondiale. Ho provato che non serve trovare una soluzione per ogni problema. Ci sono già ottime soluzioni per ogni problema, solo che vengono rifiutate, presumibilmente per speculare sulle catastrofi.

    Quindi il nostro gruppo è fautore della ricerca della soluzione al problema che genera tutti gli altri, la causa per cui vengono rifiutate le soluzioni offerte da grandi uomini come me per ogni problema, la causa che porta il governo mondiale a preferire un mondo devastato da guerre, inquinamento, povertà speculando sulle catastrofi.

    Chi troverà la soluzione al problema che genera tutti gli altri, diventerà il più grande uomo di sempre, più di Gesù, Bhudda, Confucio, San Francesco, Maometto, Einstein, Tesla, Archimede, San Paolo, Giulio Cesare, Leonardo da Vinci, Mosè…

    Tutte le altre organizzazioni del mondo sono ancora alla ricerca di una soluzione per ogni problema, noi siamo gli unici che stiamo lavorando alla radice di tutti i mali.

    Invita i tuoi amici, ce la possiamo fare. Magari puoi diventare tu il più grande uomo di sempre.

    Grazie.

    Domenico Schietti
    http://domenico-schietti.blogspot.com

    1. Il fatto è che, come scritto nell’articolo sul libro, in Italia i monopoli sono troppo forti e radicati. Non avverrà mai, e dico mai, che qualcuno rinunci ai propri averi personali, alla ricchezza e al potere per l’intera collettività. Mi dispiace, ma pensare che avvenga significa sognare.

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