Uomini che odiano le donne. Oppure le amano troppo

Uomini che odiano le donne. Oppure le amano troppo

pubblicato su Rep.it

Uomini che odiano le donne. Oppure le amano troppo e quindi le ammazzano. Francesca Bova, 34 anni, madre di un bambino di 8 mesi. Jenny Dal Vecchio, 33 anni. Filomena Rotolo, tarantina, 42 anni. Giovanna Piattelli, 59 anni, dirigente dell’ufficio istruzione e sport di Montecatini uccisa da Silvano Condotti, ex autista 55enne, perché ritenuta responsabile del suo licenziamento. E poi Atif Zineb, marocchina, 20 anni appena fatti ma già sposata. Da qualche mese voleva tornare in Marocco. E’ morta prima. Anzi, è stata ammazzata il 25 febbraio dal marito. Quel giorno leggevamo di lei sulle pagine della cronaca veneta. Ma in tutto il 2010 abbiamo letto di tante altre donne: 3 con meno di 18 anni, 9 tra i 18 e i 25, 21 tra i 26 e i 35, 28 tra i 36 e i 45, 34 tra i 46 e i 60, 16 tra i 61 e i 75 e 16 con più di 75 anni. Centoventisette in totale. Otto in più rispetto al 2009. Ma forse molte di più ancora perché spesso accade che i casi di donne scomparse si risolvano solo dopo due, tre, dieci giorni, mesi, anni con il ritrovamento di un cadavere che sulla stampa non fa più notizia.

Non c’è mimosa che tenga. La casa delle donne 1 ha deciso di diffondere proprio oggi, 8 marzo, i risultati dell’indagine sul femicidio in Italia nel 2010. Per raccontare la storia di Elsa Bellotto, 45 anni, Daniela Mirza, romena 28 anni, Francesca Gattuso morta in un incidente stradale rivelatosi un delitto di genere ma anche

quella di Simona Melchionda, 25 anni, Silvana Scarlata e Anna Spiridigliotti. L’indagine è un’accurata rassegna di trafiletti e articoli di cronaca nera raccolti durante tutto l’anno passato. E’ un’occasione per ricordarle tutte e 127 queste donne d’Italia uccise per mano degli uomini per motivi di genere.

Una costante novità.
Nel 23 per cento dei casi sono ex mariti, ex amanti, ex conviventi, ex partner ad agire. Il dato in sé contiene una costante e una novità rispetto alle ricerche degli anni precedenti. L’omicidio della moglie da parte del marito è sempre stato ricorrente. Ma, quest’anno, è l’ex ad aver ucciso di più. Tra il 2006 e il 2010 il dato è infatti salito: dall’11 al 23 per cento. Conoscenti e colleghi hanno agito 17 volte sul totale. I figli che nel 2010 hanno eliminato con la violenza le loro madri sono 14. Solo in un caso è stato un fratello ad ammazzare la sorella. Uomini ossessivi, insicuri, malati, perseguitati. Assassini. Italiani nel 79 per cento dei casi. Tra gli esecutori del 2010 c’è infatti solo un pakistano, un ucraino, un croato, un filippino, un bosniaco, un marocchino, un ecuadoregno, un rom, un romeno, un albanese, un argentino e un bulgaro. Gli altri, tutti uomini di casa nostra.

Lei non deve dire mai “basta”. Maschi che nella maggior parte dei casi hanno tra i 36 e i 60 anni e annientano per un motivo: impedire che si affermi la volontà femminile. Evitare che sia lei, una donna, a porre fine alla relazione affettiva. La separazione è infatti causa del 19 per cento dei femicidi. Seguono nella stessa percentuale la conflittualità e il cosìdetto ‘raptus’ (12 e 13 per cento). Poi ci sono le ragioni economiche, i problemi psichici, la gelosia (10 per cento dei casi) o il rifiuto di lei di fare l’amore (2 per cento). L’atto di uccidere arriva sempre alla fine. Prima di impugnare l’arma, di solito, si scatenano violenze domestiche, minacce, discussioni che lasciano pensare al peggio. Subito dopo, invece, il 29 per cento degli uomini si suicida o tenta di farlo. Il 24 per cento confessa il delitto mentre nel 20 per cento dei casi nascondono tutto, vergognandosi come cani, e dannandosi senza potersi redimere. Altri fuggono. Abbandonano la zona del crimine: la casa.

Si uccide in casa. Gli uomini che odiano le donne non uccidono per strada. Il 70 per cento delle regine di questo 8 marzo 2011 è stato massacrato in un luogo familiare, senza nemmeno avere il tempo per rendersene conto. Il 25 per cento degli uomini agisce tra le mura domestiche: nello stesso luogo dove aveva appena finito di fare l’amore, mangiare, guardare la televisione, o lavarsi i denti guardandosi allo stesso specchio. Spesso il femicidio avviene a casa di lei (36 per cento dei casi) o nell’appartamento dei parenti (9 per cento delle volte). In cucina magari. Usando un’arma da taglio (26 per cento), o un’arma da fuoco (31 per cento dei casi). Oppure, alcuni uomini le soffocano, le donne (25 per cento). Poi, c’è anche chi sfoga la propria frustrazione ammazzandole di botte (7 per cento), prendendole a calci, a pugni. Sbattendole per terra. Su 127, 61 sono morte al nord, 25 al centro, 23 al sud e 12 nelle isole. Le vittime sono quasi tutte donne italiane (78 per cento). Otto le romene, tre le albanesi, due le polacche, le brasiliane e le filippine. Tutte morte in terra straniera.

2 thoughts on “Uomini che odiano le donne. Oppure le amano troppo

  1. Ho letto nella pausa pranzo il tuo articolo su repu.it. Bellissimo. Con pochi passaggi sei riuscita a trasmettere il senso profondo e – purtroppo – dammatico dei dati di questa indagine. L’ho letto in mezzo minuto senza fermarmi. Nel tuo caso l’uso di superlativi per definire la tua scrittura non è motivo di spreco. Complimenti
    Silvano Ragone

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