Imparate a fare i Bloody Mary

Imparate a fare i Bloody Mary

Da Linkiesta

Che la pizza piaccia più della letteratura non c’è dubbio. E che il mercato delle nuove tecnologie e della green economy stia per esplodere anche in Italia, fa un gran piacere. Svela però una verità : nel Belpaese c’è spazio solo per specialisti e lavoratori manuali. Per gli altri, letterati o artisti, non resta che ripiegare sui “posti in piedi”. Ingegneri di produzione food, sviluppatori per applicazioni mobile, web 2.0 developer, e-manager, ma anche montatori e manutentori meccanici ed elettrici, progettisti di impianti solari/fotovoltaici/eolici. Per voi, giovani o neolaureati, il lavoro c’è. Parola dell’Osservatorio settoriale di Gi Group, primo Gruppo italiano nei servizi dedicati al mondo del lavoro, che per la primavera 2011 ha fatto delle previsioni.

Risultato: trovare lavoro si può ma la regola non vale per tutti. Ad avere più chance sono soprattutto gli specialisti dell’automotive (branca del disegno industriale che si occupa della progettazione di veicoli) e del manufactoring. Questi ultimi due settori segnalano per il prossimo semestre una previsione occupazionale rispettivamente del più 15% e del più 20%. Primavera felice anche per gli esperti di green economy. Le prospettive occupazionali segnano un più 25% di opportunità professionali, specie per i tecnici eolici, ma più in generale per tutti i lavori legati alle rinnovabili: tecnici fotovoltaico, site manager e esperti nella progettazione di impianti solari. Se la passa non male anche il settore farmaceutico, quello delle Ict, della moda e l’area contact centre. Ad andare alla grande, in Italia, sono pero’ i cosìdetti “posti in piedi”: caldaisti, frigoristi, falegnami, tecnologi alimentari, responsabili di produzione e operatori per macchine utensili. Oppure gli specialisti del food and beverage. Se vostro figlio ha già deciso che da grande farà il cuoco o il pasticcere, fidatevi dunque: sarà tra i giovani occupati e realizzati. Ristorazione e settore alberghiero vanno a gonfie vele. Specie in vista della stagione estiva, quando si cercano receptionist, personale di sala, chef e camerieri, per un valore complessivo pari al 20% in più di richieste rispetto all’autunno 2010.

Il semaforo è invece fermo sul colore rosso per gli aspiranti lavoratori nel settore della sanità e della pubblica amministrazione che, insieme a quello del credito, annunciano un netto rallentamento rispetto allo scorso semestre. Bando dunque a medici, infermieri, scienziati politici, giornalisti, professori, segretari e segretarie e amministratori. In Italia c’è spazio solo per i mestieri ultra specialistici o per quelli manuali o “tradizionali”. Come cucinare, servire a tavola, preparare coni gelato e impastare la farina, oppure mettere lo smalto, sfoltire le sopracciglia, montare infissi per porte e finestre, e creare vestiti e giacche su misura. Già l’anno scorso, da uno studio della Confartigianato si scopriva che i panettieri di casa nostra sono troppo pochi. Probabilmente a causa dei pesanti orari di lavoro notturni, nel 2010 rimanevano scoperti il 39 per cento dei 1.040 posti disponibili. Stessa storia per gelatai e pasticcieri (il 29% dei 1.750 posti era ancora libero), estetisti e parrucchieri (vuoti il 21% dei posti) e falegnami specializzati (ne mancano il 19,8%). La classifica dei mestieri “trascurati” e delle professioni per le quali c’è tanta domanda e poca offerta racconta di un paese, il nostro, dove la disoccupazione giovanile supera il 25 per cento ma dove ci sono fin troppi posti di lavoro ancora “vuoti” perché nessuno li vuole o, forse, nessuno sa farli. Diventare web 2.0 developer richiede anni di pratica e una buona specializzazione. Improvvisarsi tecnico elettrico è impossibile. Bisogna aver studiato o imparato l’arte sul campo. E anche gli sviluppatori per applicazioni mobile, in Italia, si contano ancora sulla punta delle dita. Per loro il lavoro c’è. Almeno per ora. E anche un posto da cameriere si trova sempre. Inventarsi barista è più facile di montare infissi per porte e finestre. Peccato che molti giovani abbiano scelto di non provarci ma di tentare la strada accademica o dell’insegnamento, per esempio. Ecco perché mancano all’appello ancora il 14,2% dei 7.030 posti da barista disponibili.

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