Blocco studentesco, hai vinto tu

Blocco studentesco, hai vinto tu

L’ultimo articolo che ho scritto per Linkiesta era su destra e sinistra nelle università. Non l’avessi mai fatto. S’è scatenato un putiferio. Dai commenti si capisce: non sono stati contenti né gli uni né gli altri. Il che dimostra – gusti personali a parte – che il pezzo era equilibrato. Ad ogni modo, ne aprofitto e scrivo questo post. Perché anche io mi sono stufata di mantenere le parti. Così ora sputo il rospo e la facciamo finita. Non per correggermi o per rettificare quanto scritto nel pezzo di cui sopra ma per spiegare quello che dall’articolo a quanto pare non si è capito.

Primo: violenza o non violenza, Casa Pound e Blocco studentesco hanno vinto. Hanno vinto anche ai miei occhi che sto cambiando idea in fretta. Io che spesso, come altri, (ma non è il caso del mio pezzo, nato da un confronto con Di Stefano, rappresentante nazionale di Casa Pound) ho parlato solo nella speranza che le cose non fossero come invece sono: Blocco è l’esperimento più riuscito, i collettivi hanno fallito. E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Roma vuole comprare il palazzo di via Napoleone III, lì dove ha sede Casa Pound. Io non sono contro ma sono d’accordo. Mi spiego. Con tutti i suoi limiti, Casa Pound serve. Lavora come la mafia al contrario. Interviene lì dove mancano i servizi, mancano le istituzioni territoriali. Serve perché catalizza l’attenzione dei giovani, li leva dalla strada, dalla nullafacenza. Che poi, nel fare cio’, inculchi o comunque influenzi automaticamente il pensiero dei giovani che la frequentano è un altro paio di maniche. Ma che la sinistra ‘anti’ se ne faccia una ragione e anzi, che si dia anche una mossa. Perché i collettivi non hanno realtà simili? Perché si muovono solo contro? perché non tornano ad attacchinare, non solo le università ma la città intera?

Il mio pezzo su Linkiesta è stato violentemente criticato. Dalla destra che per quanto ‘avanzata’ nei modi e nell’azione, vorrebbe anche riuscire ad apparire moderata o comunque pacifica e pacifista cosa che evidentemente non è se per scopo ha di portare avanti una rivoluzione, come dicono loro. Ma il mio pezzo non è piaciuto nemmeno alla sinistra. Perché? perché si scopre che i più ‘retro” sono proprio loro. Sono i collettivi di sinistra e non i c.d fascisti del terzo millennio. Sono i collettivi ad essere rimasti indietro anni luce. Sono quelli di sinistra ad essere stalinisti e a comportarsi da tali senza accettare il confronto-scontro con le realtà parlamentari o istituzionali. E così facendo, come puo’ un movimento ottenere risultati, veder concretizzare le proprie proposte a livello nazionale o territoriale? Ecco, e qui spezzo una lancia a favore di Casa Pound e del Blocco studentesco. Loro sono bravi. Sono furbi. Appaiono docili e magari lo sono davvero. Hanno capito cosa serve oggi. E, fascismo o non fascismo, quello che almeno in pubblico dimostrano, è di aver fatto non uno ma cento passi avanti nella direzione del dialogo e del confronto politico.

Ecco, è con un po’ di incredulità, che ammetto: i collettivi di sinistra sono i peggiori. Pieni di buoni intenti ma incapaci di realizzarli a grandi livelli, si limitano e si limiteranno per sempre ad agire bene a livello locale, organizzando iniziative o sostenendo i deboli. Ma falliranno, hanno fallito finora a livello di Movimento, una montagna di parole e slogan appoggiate sul nulla.

Dunque che siano violenti o no, è questa la verità. Un po’ come è accaduto per Israele e per la Palestina. Vince chi è – o almeno si dimostra – più disposto al confronto, all’incontro. E’ in questo che Blocco studentesco ha vinto. I collettivi lo sanno. Ecco perché scalpitano, si rodono il fegato.

p.s:  la battaglia nelle università non è tra fascisti e comunisti ma tra fascisti e anti-fascisti. E questo la dice lunga.

3 thoughts on “Blocco studentesco, hai vinto tu

  1. ma voi state scherzando?? quelli sono fascisti. fascistiiiiiiiii. ma non abbiamo imparato niente dal passato? possibile che ci siano solo gli studenti a difendere la carta??

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