Donne senza gonna. Fatevi una risata

Donne senza gonna. Fatevi una risata

(Fonte: carlaspace.altervista.org)

OK d’accordo. C’è una presunta donna (che poi a quanto pare è un uomo), anzi le gambe di una donna, con la gonna che svolazza. Apriti cielo. No, a certe donzelle del Pd ma anche dello Snoq (Se non ora quando) ma anche a tante altre non va bene. Perché si tratta di “strumentalizzazione”, perché “abbiamo organizzato una manifestazione e ora usano il nostro corpo”, perché di qua, perché di là.  Scusate, mi dissocio.

E non perché non avrebbero potuto scegliere un’immagine diversa per la Festa dell’Unità (che tra l’altro è stata scelta da una donna). Tutte queste chiacchiere, non vanno bene per due ragioni. La prima l’ha spiegata Marianna Bartolazzi sul Politico. Ha spiegato che tra tutte le cose di cui parlare, questa è davvero la più inutile. La seconda, la spiego io:  per ogni tema, per ogni questione (dalla Costituzione al “genere”) , il Pd e in questo caso le donne finiscono sempre per fare la figura delle conservatrici, delle bacchettone. Commenti, pareri, discussioni. Va bene. Ma anche farsi una risata ogni tanto puo’ essere di sinistra. Non farsela mai invece costringe chi osserva le vostre discussioni  a pensare che il Pd sia un po’ troppo rigido. Un po’ vecchio per la verità. E’ così?

Attenzione: ridere ogni tanto non vuol dire che si debbano sposare gli stili di una certa destra nostrana. Non vuol dire che le donne servano solo nude e non vuol dire nemmeno che nel Pd, e in Italia in generale, non ci sia una evidente tendenza al maschilismo. Alcuni lo sono, certo.  Ma farsi una risata, una volta tanto, vuol anche dire volare più alto. Significa guardare oltre il manifesto. Pensare a cosa significa parità. Che davvero non c’entra con le gambe.

Anche perché, se tutte ci sentiamo colpite nel profondo della nostra dignità, per un misero manifesto, per due cosce longilinee, bhé allora il problema è più nostro che loro. Possibile che difendere il genere significhi solamente non poter mostrare le gambe? Io  – se sono belle (ma anche brutte chissene frega)- voglio mostrarle come e quando mi pare e non voglio che ci si permetta di dire che allora sono meno intelligente , colta, emancipata, pulita. Questa, la chiamano libertà. La libertà di essere vestite come ci pare, di posare sui calendari se vogliamo, di sculettare in bikini ma comunque di continuare ad essere rispettate, anche con i seni in mostra.

Sentirsi attaccate e offese invece dimostra che in Italia non si puo’ essere tutte e due le cose. Che bisogna per forza scegliere. Suore o puttane. “Coperte” o scoperte. E in questo gli uomini non c’entrano perché nella gabbia e nel dualismo ci siamo rinchiuse noi. Donne senza gonna.

7 thoughts on “Donne senza gonna. Fatevi una risata

  1. brava Giulia, dopo questa spiegazione che onestamente mi mancava proprio, mi faccio una bella risata alla tua salute. mi metto i miei hot pants preferiti e scrivo a quelli del PD che il binomio DONNA CARINA/UOMO LAVORO non mi piace e non mi rappresenta. vedi un po’ te se continuare a rimanere sulla superficie delle cose o considerarne un po’ di più la complessità.

    1. Si manca proprio un pò di leggerezza! Basta essere tristi e pesanti perchè di sinistra!
      Sono daccordo dobbiamo ridere e sorridere di più! Ragionare così vuol dire andare oltre , cosa che molte donne hanno paura di fare o non sanno fare??!!!

    2. Se l’idea dei dirigenti romani era quella di far parlare della festa dell’unità, ci sono riusciti. Le donne hanno abboccato alla provocazione…

  2. Condivido abbastanza il tuo discorso sull’ironia, anche perché il femminismo vecchia scuola ha forse fatto il suo tempo, ed è francamente frustrante, per noi uomini che il problema ce lo poniamo, essere messi nello stesso mazzo di carte da certe distinte gentildonne di cui non farò il nome.

    Ho visto il manifesto incriminato – fantasticamente brutto, per inciso – e non parlerei tanto di strumentalizzazione quanto di desolante mancanza di fantasia e scelta di un’immagine fin troppo facile, tarata purtroppo sui livelli dell’umorismo (leggi stupidera) nazionale.

    Andiamo signori guru della pubblicità, è questo il meglio che sapete fare? E sì che vi chiamano “creativi”: ci confermate la voce di popolo? Con i fatti, se possibile.

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