A.A.A studentati cercasi

A.A.A studentati cercasi

Ce ne sono circa sessanta in tutta Italia. Quello dell’Aquila è crollato due anni fa. Altri sedici sono a Torino, e sempre in Piemonte, uno ad Alessandria, Cuneo, due a Vercelli e tre a Novara. Nel Lazio sono 18. Dieci per La Sapienza, la più grande università d’Europa, e i restanti ripartiti tra i fuori sede iscritti a Roma Tre, Tor Vergata, Viterbo e Cassino. Poi c’è anche l’ultimo arrivato, uno studentato nuovo nuovo da poco inaugurato in pompa magna dall’assessore regionale alla Scuola del Lazio, Marco Di Stefano, dalla presidente della Regione Renata Polverini, e dai dirigenti Laziodisu (Ente territoriale Diritto allo Studio). La residenza di via Baldo degli Ubaldi a Roma è un “progetto rivoluzionario” – hanno detto – in grado di ospitare oltre duecento studenti in ottanta camere doppie e quaranta singole, di cui dieci attrezzate per portatori di handicap. Le stanze sono provviste di condizionatore, bagno per lui e per lei, toilette private per soli due coinquilini e cucine collettive al piano. «La struttura – si legge in un comunicato – è dotata anche di una sala spirituale priva di qualsiasi simbolo religioso: saranno gli studenti stessi a gestirla, magari fissando dei turni, in base alla loro fede ed appartenenza».

Alloggiare in uno studentato conviene. Il costo del servizio è fissato in 160 euro mensili per alloggio in stanza singola, 130 per una stanza doppia comfort, 100 euro una doppia semplice e solo 75 euro mensili per un letto in stanza tripla. Laziodisu Roma Uno (Sapienza) mette a disposizione degli studenti universitari, attraverso un concorso annuale, 1200 camere presso le proprie residenze. Complessivamente, nel Lazio, i posti letto totali sono circa 3000. I vincitori del concorso ottengono l’alloggio per 11 mesi (agosto escluso).

Fortunato chi trova un posto. A La Sapienza ci sono 130 mila iscritti, di cui il 40 per cento fuori sede, mentre sono solo 150 circa i posti letto disponibili nello studentato di via De Lollis (quartiere San Lorenzo), fiore all’occhiello dell’Ateneo, a due passi dalle facoltà. Perché così pochi? Il regolamento interno al bando di concorso pone, oltre a quello del merito, anche limiti di reddito e patrimonio. Sono esclusi dal conferimento dei benefici gli studenti il cui nucleo familiare ha un Isee (somma dei redditi percepiti da tutti i componenti del nucleo familiare convenzionale compreso il richiedente, maggiorata del 20% del valore patrimoniale (ISP) rapportato al numero dei componenti del nucleo familiare stesso in base alla scala di equivalenza predefinita) superiore a 16.597,44 euro e/o un Ispe superiore a 29.045,52 euro. Che poi siate in tre, quattro o cinque fratelli non conta. Accedono solo i nullatenenti e i figli unici.

Per i “grandi esclusi”, ci sono altre due possibilità: le borse di studio e i “contributi alloggi”. Le prime, oltre a sparire molto presto (verranno rimpiazzate dal Fondo per il merito), sono destinate solo a coloro che non siano già titolari di finanziamenti pubblici/privati per lo stesso anno accademico e/o di corso. Esclusi anche gli Erasmus? Per sostenere il Diritto allo Studio, le Regioni prevedono anche un “contributo alloggio” che in realtà farebbe comodo pure a chi è studente ma non fuori sede. Potenziali borsisti sono gli immatricolati che hanno trasferito il proprio domicilio presso l’abitazione reperita autonomamente nel Comune sede degli studi.

Quest’anno si contano 306 fortunati vincitori del finanziamento in tutta la regione Lazio: a loro viene corrisposto un importo di circa 2.300 euro ciascuno per 12 mensilità che fa 191 euro e qualcosa al mese. Per riscuotere, i borsisti dovranno presentare agli Uffici, “copia del contratto di locazione con una durata minima di dieci mesi, debitamente registrato”. L’Erasmus prevede che il soggiorno duri 3,6 o 9 mesi, non dieci. Come si fa?

Sono solo due milioni i giovani iscritti all’università in Italia. Ma sono tantissimi in proporzione sul totale i fuori sede: 702.412 studenti (Fonte: Miur – Direzione Generale per lo Studente e il Diritto allo Studio). I posti-letto a disposizione invece ammontano a 46.834. Per ogni studente che riesce a entrare quattordici restano fuori.

 

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