Sputi e insulti contro le musulmane, raffica di aggressioni dopo Parigi

Sputi e insulti contro le musulmane, raffica di aggressioni dopo Parigi

cropped-minigonna-e-burqa.jpgRegistrati casi a Bologna, Roma, Milano e in Toscana. Una giovane denuncia: “Mi hanno colpita dicendomi ‘terrorista tornatene nel tuo paese'” 

E’ l’altro effetto degli attacchi di Parigi. Ad Arezzo due uomini hanno intimidito Rosa, di origini tunisine, e la sua amica yemenita mentre uscivano da un locale. “Uno dei due mi ha chiesto una sigaretta poi ha cominciato a guardarmi chiedendomi se fossi musulmana perché dal colore della pelle sembrava così. Mi hanno spintonata, uno mi ha tirato il velo, volevano strapparmelo via”, racconta Rosa.

Mentre la aggredivano le gridavano “terrorista, musulmana di merda” poi “per fortuna sono arrivati dei passanti e questi due se ne sono andati”. Era già successa una cosa simile a Bologna qualche tempo fa quando avevano provato a strappare il velo a due ragazze uscite dall’università mentre a un gruppo di musulmane completamente velate è stato impedito di entrare in un bar di Milano.

Quella volta, come questa volta, nessuno denunciò nessuno. “Meglio, non voglio casini”, dice Rosa (nome di fantasia) che chiede di rimanere anonima. Sono tante le donne velate che raccontano di essere state aggredite.

VIDEO “Aggredita perché porto il velo”

Ci mette la faccia e racconta alcuni episodi spiacevoli Maryam Zenarti, vent’anni, velo dorato sul capo e occhi scuri. I suoi genitori vengono dal Marocco, Casablanca, sono arrivati negli anni novanta. La mamma fa la casalinga, il papà invece è in cassaintegrazione come buona parte degli operai del nostro paese.

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Per gli amici su Facebook Maryam è “sahrawiya”, la donna del deserto. Cresciuta a Castel Fiorentino dove studia, questa giovane porta il velo da quando è piccola.
“Prima lo levavo quando uscivo di casa e lo rimettevo quando rientravo. Pensa che anche su Facebook avevo messo una foto di me senza velo. Non volevo portarlo, mi vergognavo e mio padre a volte prendeva anche provvedimenti seri se disubbidivo. Sai mio padre non è severo, direi piuttosto che è un uomo rigido”.

Oggi la ‘donna del deserto’ porta il velo perché “mi sento protetta dagli uomini che altrimenti mi guarderebbero con occhi interessati solo al mio aspetto fisico”. Maryam non ha mai avuto un fidanzato cristiano. “Hanno poco interesse per me perché sono poco scoperta. Aspetto l’uomo giusto, quello che mi sposi chiedendo la mano a mio padre”.

Il velo con cui Maryam dice di proteggersi la espone agli sguardi altrui. Una volta, “dopo gli attentati di Parigi passeggiavo con un’amica quando una signora mi ha lanciato addosso la cosa che aveva in mano e poi mi ha urlato ‘Isis, terrorista’. Ti rendi conto una distinta signora che passeggiava con i suoi cani…” sospira Maryam.“Non mi era mai successa una cosa simile. Oggi la gente ci guarda con altri occhi. O forse siamo noi che ci guardiamo intorno con occhi diversi?”

FOTO Maryam e le altre, i volti

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Fatima, diciassettenne di origini egiziane nata e cresciuta in provincia di Prato, racconta che le hanno sputato addosso urlando di farsi esplodere (ma non in Italia). Afef, una giovane pakistana che ora studia a Livorno,  era a spasso con la cugina quando un gruppo di ragazzini ha cominciato a insultarla. Lei quella volta è scoppiata a piangere perché ha solo 15 anni e non è stata in grado di rispondere a tono. “Mi hanno detto che noi arabe non siamo donne vere, che le nostre moschee sono troppe e che noi musulmane siamo dappertutto”.

VIDEO La storia di Federica
Io cristiana convertita, costretta a non poter portare il velo

Ma non è vero. I dati Istat dicono che dei 129.965 cittadini stranieri musulmani che risiedono in Toscana, le donne musulmane censite nel 2014 sono 55603. Poche rispetto al totale di donne musulmane censite in Italia che complessivamente sono 644353.

MAPPA Le donne musulmane in Toscana. Quante sono e da quali paesi provengono

VIDEO Vox, cosa ne pensano i pisani 

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