Politici malati di cancro

Politici malati di cancro

gendarmerie

Bersani dice che i partiti personali sono il “cancro” della democrazia. Monti, a Melfi, di fronte agli operai della Fiat annuncia che tredici mesi fa “l’Italia aveva febbre alta e non bastava un’aspirina” ma serviva una “medicina amara non facile da digerire ma assolutamente necessaria per estirpare la malattia”.

Per non parlare di Berlusconi che avrebbe sconfitto il cancro (non si sa se si riferiva della metastasi oppure dei magistrati) mentre De Magistris rispondeva a tono: l’ unico cancro della democrazia sono le mafie.

A quanto pare, e con grande gioia di chi il cancro ce l’ha davvero, tra i politici va di moda usare metafore sanitarie. In barba a chi è malato sul serio e a chi, quando accende la tv, si trova a fare i conti con uomini pubblici che per farsi campagna elettorale si dimenticano di avere rispetto o, quantomeno, tatto.

Smettetela di parlare di malattie.

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Berlusconi il benefattore

Berlusconi il benefattore

Ho ricevuto questa mail da Lorenzo.

“Illustre Responsabile, sono uno studente universitario al terzo anno della facoltà di Scienze Infermieristiche, siccome sono molto preoccupato per il mio futuro, ho letto su internet che ha intervistato l’ ex Premier Berlusconi, per favore almeno lei abbia compassione di me, mi aiuti a mettermi in contatto con lui affinchè anche io un giorno possa asaudire i miei sogni lavorativi”.

Non credo ci sia bisogno di commentare.

“Caro Berlusconi, è la felicità pubblica che ci manca”

“Caro Berlusconi, è la felicità pubblica che ci manca”

Caro Presidente del Consiglio,
le scriviamo perché sentiamo l’esigenza e il dovere, da studenti e da cittadini, di spiegare cosa è accaduto ieri. Ci concederà, spero, questa premessa: molti studenti presenti alla manifestazione non solo non hanno mai messo piede in un centro sociale ma possiedono anche un’ottima media; potremmo presentarle più di un libretto, ma non lo faremo perché noi sappiamo chi siamo e questo è sufficiente.
Ma torniamo al fine di questa lettera e lo facciamo con una domanda che lei tante volte si sarà posto: perché queste persone-studenti, lavoratori, artisti,ecc. manifestano? In genere la risposta è che le rivolte sono rivolte di “pancia”,di fame,dovute alla crisi economica globale. Certamente. Ma ci permetta di illustrarle un altro punto di vista e lo facciamo attraverso le parole di uno storico Edward Palmer Thompson che,in questo saggio che citiamo,riflette sulle rivolte popolari inglesi del XVIII secolo “(…) E’ certamente vero che i disordini erano innescati dai prezzi saliti alle stelle, dagli abusi compiuti dai negozianti,dalla fame. Ma queste rimostranze agivano all’interno della concezione popolare che definiva la legittimità e l’illegittimità dei modi di esercitare il commercio, la molitura del frumento, la preparazione del pane, ecc. E questa concezione, a sua volta, era radicata in una consolidata visione tradizionale degli obblighi e delle norme sociali , delle corrette funzioni economiche delle rispettive parti all’interno della comunità, che,nel loro insieme, costituivano l’economia morale del povero. Un’offesa contro questi principi morali,non meno di un effettivo stato di privazione,era l’incentivo abituale per un’azione immediata.”
Le citiamo infine,uno slogan-accusa che i contadini rivolgevano nel Settecento ai mugnai,”il male del tempo”: perché prima rubava ma con cortesia, ma ora è oltraggiosamente ladro. Read more

Con Fini o con B., botte sul web

Con Fini o con B., botte sul web

«Presidente Fini siamo tutti con lei, mandi il nano a casa». «Fini vattene e fonda il partito della Lega Araba, adatto a te». Battute irriverenti, commenti critici e offensivi, insulti, incitazioni a non mollare e persino poesie. Nel centrodestra se le suonano di santa ragione su tutti i siti e i blog di riferimento: da quello ufficiale del Pdl alle pagine personali dei deputati e dei senatori.
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